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La tecnica PAV, o meglio: l'acronimo PAV

 

La tecnica PAV è una strategia di memorizzazione (più che mnemotecnica) che consiste semplicemente nell’associare visivamente due o più immagini utilizzando la” formula magica”: Paradosso, Azione Vivida.

Adesso immaginiamo un frutto composto da mezza mela rossa e mezza arancia: chiameremo questo strano frutto melancio. Immaginiamo successivamente un’enorme banana che cade dall’alto e via via che si avvicina al melancio si rimpicciolisce, sino a conficcarsi con la parte più appuntita in questo strano frutto. Dopo un paio di secondi dall’impatto avvertiamo un ticchettio come quello di un timer di una bomba e dopo qualche secondo: BOOM! Il melancio con la banana conficcata dentro esplode! Questo è un semplicissimo esempio di come si applica la tecnica PAV: Paradosso, Associazione Vivida. L’abbiamo già vista in alcuni esempi di memorizzazione nella prima parte di quest’opera. Usare la creatività per mettere in pratica questa strategia di memoria risulta essere molto efficace ottenendo un impatto molto forte sulla memoria visiva. Che cosa vi fa venire in mente ora il “melancio “, siete in grado di ricordare tutta l’esperienza visiva precedente? O ne ricordate solo una parte?

Questo modo di articolare il pensiero per ricordare è tra le strategie più potenti che avete per impressionare la vostra memoria visiva. Questo è lo scopo della “tecnica” PAV, eseguire delle visualizzazioni paradossali, assurde e soprattutto vivide per impressionare maggiormente la coscienza. Esistono però anche delle problematiche, o meglio degli ostacoli nell’apprendimento di questa semplice strategia di memoria che si incontrano obbligatoriamente durante il percorso pratico. Più aumenteranno il numero di informazioni da memorizzare, più sarà necessario appellarsi alla nostra creatività, che consumerà risorse mentali e raggiungerà un limite ben definibile attraverso semplici test di memorizzazione. Questo problema lo si ha però solamente quando eseguiamo memorizzazioni a tempo, ossia, in velocità, come ad esempio la memorizzazione di questa lista casuale di 20 parole:

 

 

 

Chi riesce a memorizzarle in un tempo inferiore ai dieci minuti, ricordandone almeno 18 su 20 nella prima ripetizione, può ritenersi già sulla buona strada; se poi al secondo tentativo riesce a raggiungere il 100% delle parole memorizzate, in questo caso dovrà capire dove sbaglia nella memorizzazione ricordando che c’è sempre un motivo e la risposta è nel primo risultato della memorizzazione. Qualsiasi risultato otterrete nella prima ripetizione di ciò che è stato memorizzato non può essere considerato un parametro di valutazione affidabile della vostra memoria, nel modo più assoluto. Ciò che è stato dimenticato dipende da diversi fattori, e non perché la vostra memoria zoppica, o perché siete smemorati di natura, o perché le cose non vi entrano proprio in testa, a meno che non le ripetete mille volte!

Una persona che ha una conoscenza pratica minima di mnemotecniche può memorizzare tutte e venti le parole senza errore anche in meno di tre minuti, e non è nemmeno un grande risultato.

Con la tecnica PAV possiamo superare il primo livello di memorizzazione, raddoppiando la capacità della memoria a breve termine che al massimo può memorizzare, ad esempio, giusto un numero di telefono o una lista della spesa di 7 prodotti. La tecnica PAV richiede però un utilizzo sconsiderato della creatività, che non è sempre un vantaggio quando dobbiamo memorizzare un gran numero di informazioni, e nonostante ci siano parecchie persone nel campo della formazione che la elevano come un qualcosa di quasi divino, e nonostante siano stati scritti chissà quanti libri sulla visualizzazione creativa per far emergere un potenziale nascosto, la creatività si esaurisce molto velocemente per chi non è abituato a utilizzarla, come utilizza il suo modo ordinario di pensare. Questa tecnica (o strategia di memoria) rispetto alla tecnica dei loci, al palazzo della memoria o allo schedario visivo, ad esempio, si differenzia in quanto ogni informazione con la tecnica PAV è legata a quella successiva come le maglie di una catena, mentre per una tecnica con una struttura predefinita, come quella dei loci, il palazzo della memoria, lo schedario visivo, ogni informazione è posizionata in modo ordinato e sequenziale o come in una cassettiera, nel caso della tecnica dello schedario visivo. Se volete iniziare ad esercitarvi con la tecnica PAV e pensate di non avere molta fantasia per le visualizzazioni, o che un certo tipo di visualizzazioni vi faccia sentire in imbarazzo, perché vi sembra una cosa stupida quello che state facendo (succederà!), potete utilizzarla al livello minimo, ossia, combinando semplici immagini di quello che avete intorno nel vostro ambiente quotidiano. Potete immaginare semplicemente il vostro armadio dove tenete i vostri vestiti e mentre lo aprite immaginare che è vuoto ma con una nuvoletta nera che sta iniziando a tuonare e a far scendere gocce di pioggia, o che al posto dei vostri vestiti ci sia un pezzo di marmitta di un’automobile posizionata in verticale. Sono visualizzazioni sciocche senza senso ma richiedono giusto un briciolo di creatività; inoltre quando proverete a ricordare queste bizzarre visualizzazioni, cercate di capire se la visualizzazione è proprio identica alla prima che avete creato: più ricca di informazioni o più povera e sfuggente, ruotate sempre (con l’immaginazione!) intorno all’oggetto che state visualizzando, come quando vedete ruotare delle immagini 3D sul vostro PC, sul vostro tablet o smartphone. Ognuno di noi deve capire da se quali sono le “combinazioni visive” più efficaci quando si tratta di memorizzare; questo lo si impara solamente attraverso l’esperienza pratica soggettiva e ovviamente con un po’ di pazienza ricordando che non esistono corsi super/iper/ full immersion per sviluppare nuove abilità mentali. Sarà la storia dei nostri errori e dei nostri fallimenti che ci permetterà di diventare sempre più bravi e pronti nel controllare attivamente la nostra memoria, e non quanto tempo spendiamo “tutto in un fiato”, con la falsa speranza di riuscire ad imparare molto più velocemente. Si creeranno associazioni visive che funzioneranno bene e le ricorderemo immediatamente, altre associazioni che creeremo dal nulla saranno più sfuggenti e potremmo impiegare più tempo del solito nel ricordarle, altre le dimenticheremo completamente. Approfondire un po’ di più questi aspetti della nostra memoria, analizzando la propria esperienza pratica, è un ottimo modo per creare un rapporto di conoscenza sempre più profondo con la nostra memoria visiva. Conoscenze che possono diventare concretamente dei veri punti di forza quando si tratta di “lavorare” con la propria memoria. Quando si apprendono mnemotecniche di livello superiore come la tecnica dei loci, il palazzo della memoria o lo schedario visivo (tecniche di memoria strutturate), la tecnica PAV diventerà una strategia che si arriverà ad applicare senza nemmeno pensarci tanto su. Stessa cosa per quanto riguarda l’apprendimento della conversione fonetica che si è evoluta nella tecnica dello schedario visivo fonetico.

 

 

 

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