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La motivazione non è mai sufficiente


C’è chi crede che la motivazione e la volontà possano trasformarsi in un potere incredibile, quasi capace di fare miracoli quando si tratta di raggiungere un determinato obiettivo: purtroppo raramente è così. Se fallirete in questo percorso, se l’abbandonerete promettendovi di riprenderlo più in là nel tempo, la mancanza di motivazione sarà difficilmente la vera causa. Avrete perso la sfida con le vostre routine quotidiane che sono riuscite a prevalere su di voi, nonostante sono necessari pochi minuti al giorno da dedicare alla costruzione di un rapporto più profondo con la nostra memoria visiva e come essa si comporta quando cercate di utilizzarla per ricordare qualsiasi cosa del vostro vissuto, o per memorizzare informazioni utilizzando una tecnica di memoria. Questa realtà è stata riscontrata da me nell'arco degli anni, attraverso l'osservazione di esperienze dirette fatte da persone seriamente intenzionate ad incrementare il loro potenziale mnemonico (me compreso, ovviamente). Vorrei rendere noto che: annoiarsi molto, perdere tempo, distrarsi, possono far parte delle nostre abitudini quotidiane. Riuscire a superare i propri limiti di memoria, migliorando esponenzialmente la nostra abilità di ricordare a comando, riscuote sempre un certo interesse nelle persone, soprattutto in chi è ben consapevole dei propri limiti attuali e vorrebbe superarli. In primis troviamo gli studenti, sempre alla ricerca di una soluzione che permetta loro di ricordare di più, magari in metà tempo di quello che studiano abitualmente, illudendosi e a volte provando le speranze in scatola vendute da certi formatori da quattro soldi. Al secondo posto possiamo inserire i professionisti, persone che ben comprendono come l’incremento della loro efficienza mentale e mnemonica possa portare vantaggi molto importanti nel loro lavoro. Al terzo posto possiamo inserire quelle persone che, coltivando una passione per qualche gioco (non solo di carte), o per dare dimostrazione delle proprie abilità mnemoniche davanti ad un pubblico, iniziano questo percorso mentale di potenziamento della propria memoria: ciò al fine di sfidare soprattutto se stessi consapevolmente, o inconsapevolmente. Che sia uno studente, un professionista: un medico, un avvocato, un ingegnere, un commercialista, ecc., un giocatore d’azzardo, un agonista della memoria ma anche una persona qualsiasi come: un idraulico o una casalinga, un disoccupato, un pensionato, il desiderio di potenziare e incrementare le proprie abilità mentali è sempre, e comunque, una sfida contro sé stessi. Una sfida che può essere paragonata a tutte le altre sfide che abbiamo già superato e vinto nella vita e di cui oggi neppure ci ricordiamo (inteso come l’imparare a fare qualcosa da zero): riuscire ad afferrare un oggetto con le mani senza che esso ci sfugga, tenere una posata in mano, camminare, imparare ad andare in bicicletta, imparare a nuotare, imparare a leggere, a scrivere, ecc. Tutte queste abilità apprese, dimostrano che imparare è nella nostra natura e quando l’apprendimento è consolidato diventa conoscenza acquisita, il comando passa all’inconscio affinché esegua le operazioni veloci di tutti i giorni, mentre a livello cosciente siamo impegnati a pensare ad altro. Mi spiace apparire in questo libro forse un po’ noioso e ridondante (è un libro per imparare ad usare la memoria!) ma il mio scopo è fare in modo di trasmettervi sia la mia esperienza diretta che mi ha permesso di diventare un campione di memoria (che è relativamente importante nella vita pratica), sia quella di altre persone che hanno fallito questo percorso per motivi identici. Se l’interesse per ottenere un controllo maggiore e un potenziale inimmaginabile della propria memoria per acquisire la capacità di ricordare “al volo” centinaia, o migliaia di informazioni scemerà nel tempo; se metterete da parte questo percorso promettendovi di riprenderlo più in là, oppure se vinceranno i vostri preconcetti o i pregiudizi sul fatto che questa cosa non fa per voi; oppure se peggio ancora la sconfesserete senza conoscere praticamente nulla di quest’arte, ricordatevi quest’ovvia verità: “nessuno ha imparato a camminare in un mese”. Sicuramente la motivazione è un “additivo” importante per incrementare la nostra abilità di ricordare “a comando”, o per imparare qualsiasi altra cosa che ci piacerebbe apprendere, ma è solamente la continuità che riuscirete a mantenere, se volete raggiungere quel punto di rottura che vi consentirà di fare un “balzo” mnemonico: più o meno come quando avete raggiunto l’equilibrio e avete iniziato a camminare con le vostre gambe. Potete paragonare questo percorso e la crescita della vostra abilità mentale ad un campo (la vostra memoria), l’acqua e il nutrimento che gli date sono il tempo e la cura che gli dedicherete. Grazie a queste cose raccoglierete i frutti sotto forma di intuizioni, o “illuminazioni” che forse avete sempre avuto davanti agli occhi ma che avete ignorato.

 

prossimo paragrafo: Precorso di memorizzazione

 

 

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