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Le associazioni multisensoriali


Per ottenere una memoria straordinaria “a comando” è necessario comprendere bene cosa sono le associazioni multi sensoriali impiegate nella memorizzazione. Proviamo ad eseguire un semplice esercizio: visualizziamo il tavolo dove abitualmente ci sediamo per mangiare. Adesso immaginiamo di essere a un paio di metri di distanza e che sul nostro tavolo ci sia una chitarra classica appoggiata verticalmente, in piedi (del colore e forma che preferiamo). Visualizziamo qualcuno che conosciamo mentre si sta dirigendo verso di essa, è poco importante da dove arrivi; immaginiamo che questa persona afferri la chitarra in mano, si metta nella classica posizione del chitarrista e inizi a strimpellare violentemente sulle corde dello strumento, cantando con una voce talmente stonata e forte da infastidire il nostro senso dell’udito, tanto da portarci istintivamente ad usare entrambe i palmi delle mani per coprirci le orecchie. Concentriamoci per qualche secondo su questa scena che stiamo “vivendo” e su questo fastidiosissimo rumore, poi immaginiamo di schioccare le dita (se volete fatelo anche veramente nella realtà!) immaginando che tutto scompaia come per magia, come se si vaporizzasse nell’aria. Se preferite, potete scegliere qualsiasi altra cosa che cancelli tutto quello che avete creato sino ad ora. Ad esempio, possiamo trasferire tutta questa “scena multimediale”, creata dentro la nostra mente, all’interno del nostro televisore che guardiamo di solito: spegnendo (col pensiero) la TV facciamo sparire sia immagini che suoni. Oppure possiamo immaginare di cancellare quella scena come cancelliamo un file da un computer. Quello che avete letto fino a qui è da considerare a tutti gli effetti un’esperienza multi sensoriale che ha lo scopo di mostrare quanto sia semplice associare informazioni diverse senza troppe difficoltà, in modo quasi spontaneo. In questa esperienza visiva abbiamo associato: immagini (memoria visiva), l’ambiente familiare, la persona che conoscete e che si improvvisa musicista, la chitarra, il suo colore e il suo suono fastidioso (memoria uditiva), lo schiocco delle dita (uditiva e tattile).

La fase più importante della memorizzazione consiste nell'imparare ad associare le informazioni attraverso due o più sensi. Se l’associazione è eseguita con fretta, superficialità, con troppi ragionamenti logici, domande su quello che si sta facendo ecc., le probabilità che una buona parte della memorizzazione sia dimenticata potrebbero aumentare vertiginosamente. L’esempio precedente è l’esperienza diretta di cosa significa creare qualcosa di nuovo dai propri ricordi a livello mentale, per dargli successivamente “vita” attraverso la volontà. Ora proviamo a rivivere nuovamente l’esperienza visiva precedente, se qualcosa ci è già sfuggito aiutiamoci con le seguenti parole:

 

-Tavolo

-Chitarra

-Amico/a

-Strimpellio, rumore fastidioso

-Schiocco delle dita

 

Potrei proporre centinaia e centinaia di esempi di associazioni tra due o più sensi, ma ognuno di noi è unico nel suo modo di pensare e unico anche nel modo di visualizzare e di evocare ricordi di altri sensi, per combinarli insieme in una memorizzazione. L’esperienza mnemonica precedente (mnemonica perché vi rimarrà impressa per un bel po’ di tempo), può essere considerata una linea guida base di come si devono associare le informazioni in una memorizzazione, ossia, nel modo più semplice e naturale possibile.

Imparare ad associare informazioni di sensi diversi nel modo giusto, ossia nel modo che si adegui al nostro modo di pensare, è l’abilità più importante della memorizzazione. Imparare ad associare informazioni visive con quelle degli altri sensi (o meglio ABITUARSI), è necessario per comprendere come il nostro cervello si adatta al potenziamento di questa abilità. Tutto ciò lo impariamo da soli, anche grazie agli errori, dato che gli errori sono parte del percorso di questo apprendimento. Nei capitoli successivi vedremo come si può comprendere questo pilastro della memorizzazione. Vi anticipo che attraverso l'esperienza pratica, più che dagli esercizi di memorizzazione o dal tempo dedicato alle tecniche di memoria, sarà possibile ottenere dei buoni risultati. Possiamo tranquillamente esercitarci nei ritagli di tempo (anche per soli dieci secondi, l’importante è mantenere una continuità nel tempo!), provando ad associare visivamente tra loro singoli oggetti o persone che incontriamo durante la giornata, in modo quasi spontaneo, come è stato descritto nell’esempio precedente.

Ogni volta che si vuole, si può provare a “rimpastare”, o se preferite “assemblare”, “mischiare”, mettere insieme le informazioni visive (ma anche degli altri sensi!) del nostro vissuto quotidiano. Questo esercizio affinerà sia la nostra abilità associativa, sia l’abilità creativa con semplici stimoli visivi-uditivi.

Un qualcosa di assolutamente normale è provare disagio nel fare queste cose a livello mentale, è facile anche sentirsi stupidi ma se succede sappiate che sono gli anticorpi dei vostri preconcetti e dei vostri pregiudizi che tendono a rifiutare un nuovo modo di pensare per ricordare.

Un po’ come se provate a tenere la forchetta per mangiare con la mano opposta a quella che usate di solito. Una forza invisibile ma potentissima farà in modo di fare tornare tutto alla normalità creandovi disagio.

La nostra memoria visiva ha un potenziale enorme, prendere confidenza con essa ed utilizzarla come quando eravamo bambini è un “esercizio mentale” molto utile, soprattutto per uscire dai soliti schemi ordinari del pensare degli adulti basati prevalentemente su memorie linguistiche con ragionamenti logico-concettuali. Nelle precedenti opere che ho pubblicato sulla mnemonica (edizioni del 2012 e 2015), ho speso molte più parole su come associare informazioni e su come utilizzarle al meglio, proponendo molti più esempi. Questa pubblicazione è un po' diversa dalle precedenti, in quanto nell’arco degli anni che sono passati e grazie anche al contributo di moltissime altre persone, ho maturato maggiore esperienza nel campo e, soprattutto, ho avuto l’opportunità di scambiare centinaia e centinaia di feedback, sia con i lettori delle precedenti opere, sia con tutti quelli che hanno partecipato attivamente alla comunità virtuale del forum di “Imparare a ricordare”.

Se vogliamo migliorare la nostra memoria, se vogliamo ottenere un maggiore controllo su di essa, dobbiamo farlo in modo che sia sempre pronta all’utilizzo quando ne abbiamo bisogno, indipendentemente dal contesto ambientale, dal nostro stato emotivo e di salute. È l’abitudine a usare la memoria, anche quando non è possibile, che la rende flessibile e potente. Se ci limitiamo a sviluppare una memoria solo per fare delle gare di memorizzazione, o degli show davanti ad un pubblico, o solamente per studiare con il fine di ricordare più cose che ci interessano in modo molto settoriale, diventare una “cintura nera di memoria” servirà a ben poco nella vita di tutti i giorni!

 

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