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La visualizzazione


La visualizzazione è un atto mentale che si attiva ogni volta che proviamo a rievocare qualsiasi esperienza visiva vissuta, quando siamo assorti nella nostra immaginazione, quando proviamo a visualizzare una bella mela di un rosso vivo, oppure quando proviamo ad applicare una tecnica di memoria. L’esempio riportato nel paragrafo precedente può essere considerato a tutti gli effetti un atto del visualizzare, eseguito a livello cosciente e consapevole. Questo modo di articolare il pensiero attraverso la visualizzazione ha un impatto molto potente sulla nostra coscienza; il motivo è molto semplice: nella maggior parte dei casi, ricordiamo molto di più quello che vediamo rispetto a quello che ascoltiamo. Questo anche perché le associazioni visive possono susseguirsi spontaneamente mentre le associazioni di parole di un discorso tendono facilmente ad essere dimenticate. Ricordare per filo e per segno una decina di secondi di seguito di una conversazione ascoltata, è molto difficile per la maggioranza di noi. Anche il ricordare a memoria le ultime cinque righe lette (o ascoltate) sino a qui può risultare estremamente impegnativo, per non dire quasi impossibile al “primo ascolto”, o alla “prima lettura”.

Cosa ricordiamo di un film appena terminato, più scene o più dialoghi?

 

Abituarsi a pensare per immagini

 

Anche per la visualizzazione spenderò meno parole rispetto alle precedenti edizioni, in quanto comprendere attraverso la pratica darà maggiori risultati rispetto a leggere lunghi e articolati pensieri scritti. Memoria visiva e memoria del linguaggio sono poco compatibili tra loro per una questione pratica: quando si raggiungerà l’equilibrio giusto tra queste due memorie, memorizzare, ricordare con uno sforzo di volontà, avrà solo come limite il tempo per farlo. Abituarsi a pensare per immagini non significa che dobbiamo esercitarci come a scuola, o con chissà quali tecniche di visualizzazione segrete per tirare fuori un potenziale creativo nascosto. Abituarsi a visualizzare significa semplicemente utilizzare più spesso la memoria visiva per pensare; forse già lo facciamo durante la giornata senza nemmeno rendercene conto, ma è molto diverso dal farlo in modo cosciente e consapevole. Nel momento che eseguiamo una visualizzazione in modo volontario e consapevole, stiamo comunicando con il nostro inconscio che cercherà di soddisfare le nostre richieste come è capace. Noi abbiamo il nostro modo di ricordare a livello cosciente, l’inconscio e la mente hanno il loro. Quando mi riferisco al creare un rapporto più profondo con la nostra memoria mi riferisco a questo: comprendere come lavora il nostro inconscio quando a livello cosciente ci poniamo delle domande, cerchiamo qualcosa o articoliamo dei pensieri in un modo “non ordinario”. Per inconscio in quest’opera non si intende l’inconscio freudiano, ma tutti quei meccanismi mentali che si mettono in moto nella maggior parte dei casi a nostra insaputa. E’ sufficiente rifletterci qualche secondo per capire con cosa abbiamo a che fare dentro di noi, non è un mistero inaccessibile! Quando rievochiamo un qualsiasi ricordo: da dove partono le informazioni che poi arrivano in “superficie”? Come si “legano” insieme, che percorso fanno, in che modo sono servite alla nostra coscienza? È qualcosa su cui mi sono arrovellato parecchio per svariati anni e alla fine ho compreso che è come chiedersi: come facciamo a respirare? Senza avere una laurea in medicina conosciamo tutti il modo di come accelerare la respirazione, rallentarla o fermarla completamente, ma quando pensiamo ad altro la respirazione non è mai sotto il nostro controllo cosciente ma inconsapevole. La memoria, come molte altre abilità mentali o fisiche, può funzionare ed essere controllata più o meno nello stesso modo. Più tempo si dedicherà alla visualizzazione nella nostra quotidianità, più cose capiremo della nostra memoria. Pensare anche per immagini, invece che solo per parole e concetti, è un’abilità che abbiamo sviluppato da piccoli e di cui abbiamo ridotto l’utilizzo in modo graduale nel momento in cui abbiamo iniziato il percorso per l’istruzione obbligatoria. Ciò significa che quest’abilità innata non l’abbiamo dobbiamo solamente rimetterla in moto e utilizzarla per stimolare maggiormente la nostra memoria e potenziarla. Quante volte durante la giornata utilizziamo la visualizzazione per ricordare? Pensiamo ad oggi, a quello che abbiamo fatto da quando ci siamo svegliati: quante volte abbiamo usato la memoria visiva per pensare, anche solo per ricordare qualcosa del passato (del giorno stesso, di quello precedente, o ricordi più vecchi)? Come con la respirazione, possiamo prendere temporaneamente il controllo della memoria visiva e utilizzarla a nostro vantaggio. Utilizzare la memoria visiva in modo semplice e naturale, è la strada più pianeggiante che si può percorrere per sfruttare maggiormente il nostro potenziale mnemonico; inoltre, abituarsi a utilizzarla più spesso al posto del solito modo ordinario di ragionare, aumenta notevolmente il numero delle intuizioni che si possono ottenere, considerando che “lei” (la nostra memoria visiva), segue strade trasversali e senza un apparente senso, rispetto a quando dobbiamo pensare utilizzando la memoria del linguaggio estremamente lineare e spesso pignola. Iniziare a creare un rapporto di conoscenza più profondo con la nostra memoria visiva (e, ovviamente, quella degli altri sensi) per poterla successivamente metterla al nostro servizio, è il passo più importante. È del tutto inutile imparare le tecniche di memoria senza passare prima da una comprensione minima di come funziona la nostra memoria (e non si intende in modo scientifico ma esclusivamente pratico). Il tempo spesso manca a tutti, anche a chi ne ha tanto a disposizione. Esistono però periodi di tempo nella giornata che possono essere utilizzati per prendere sempre più confidenza con la nostra capacità di visualizzazione, in modo semplice e nella quotidianità: nell’ascensore, scendendo le scale, mentre mangiamo, mentre ci laviamo i denti, mentre ci pettiniamo, mentre ci facciamo la barba, mentre paghiamo le tasse, mentre aspettiamo per una visita dal dottore, mentre facciamo la spesa, ecc. Più utilizzeremo la visualizzazione nella nostra quotidianità, più avremo l’opportunità di capire come funziona, o meglio, come si comporta la nostra memoria visiva quando la usiamo attivamente. Come già detto e come ripeterò ancora, creare un rapporto con essa è molto importante ed è necessario considerare e ricordare spesso che la nostra memoria visiva è la memoria che abbiamo utilizzato a dismisura per pensare e ragionare” quando eravamo bambini.

 

prossimo paragrafo: Rilassamento, attenzione, concentrazione

 

 

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