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Introduzione al metodo dei colori


Il metodo dei colori è un percorso di apprendimento flessibile e intuitivo che ha come scopo il ricreare a livello cosciente un rapporto più profondo con la nostra memoria visiva (e con quella degli altri quattro sensi), attraverso l'interazione tra metodo e il mondo che ci circonda. A differenza dei metodi ordinari per apprendere le tecniche di memoria, questo percorso non richiede necessariamente un supporto didattico né tantomeno una pianificazione di orari o ambienti dove potersi esercitare.

La realtà che ci circonda (il mondo oggettivo) è la nostra palestra per sviluppare il potenziale della nostra memoria. Personalmente credo che dobbiamo imparare a gestire al meglio le nostre abilità mentali nella vita reale e non chiusi in ambienti troppo comodi, troppo tranquilli dove è abbastanza facile raggiungere un certo livello di concentrazione. Come si può applicare una mnemotecnica, o una qualsiasi semplice strategia di memoria, in un contesto ambientale poco adatto a memorizzare?

È troppo facile imparare le mnemotecniche in aula o a casa, seduti comodi, attraverso un video tutorial su YouTube. Questo modo di apprendere ordinario, però, è molto precario e quasi sempre, consapevolmente o inconsapevolmente, è sempre uguale ad un contesto: "maestro alla lavagna che spiega e noi nel banco che dobbiamo stare attenti” … e compiti a casa.

Con il metodo dei colori siamo noi che decidiamo quando "esercitarci", quando stimolare la nostra memoria nei ritagli di tempo, in contesti ambientali differenti e, perché no, in stati d'animo differenti. Possiamo sfruttare spazi di tempo della giornata dove siamo momentaneamente disimpegnati, oppure mentre siamo impegnati a fare qualcosa di manuale che non richiede una particolare concentrazione: mentre ci si lava i denti, mentre si fa la doccia, il bagno, mentre si mastica, nell'ascensore, mentre scendete o salite le scale, allo stadio. Nessuno si accorgerà che vi state esercitando, al massimo si rimane un po’ in una sorta di limbo temporale soggettivo, come chi è fermo davanti ad un semaforo rosso e non si accorge subito che è diventato verde. Se succede nel nostro caso vuol dire che eravamo molto concentrati, e ciò significa che stiamo sviluppando inconsapevolmente gli anticorpi contro le distrazioni che provengono in determinati contesti ambientali, dove è difficile per tutti anche solo tenere sotto controllo l’attenzione. È un'esperienza comune che può capitare a chiunque, quando ci si perde nei pensieri senza renderci conto di esserci isolati momentaneamente dal mondo esterno. Questo metodo si basa sulla tecnica dei colori e sullo schedario di cento caselle visive, due mnemotecniche molto potenti (la prima propedeutica alla seconda) che permettono di decuplicare la capacità di memorizzazione di una persona di livello normale (non c'entra il titolo di studio, né la memoria fotografica!). In questa edizione lo schedario visivo dei colori arriva sino a venti caselle, a differenza dello schedario visivo fonetico, mnemotecnica nota che troverete nella seconda parte di quest’opera, che disporrà di 100 caselle già “preconfezionate” per creare una tecnica anch’essa molto potente, ma che richiede l’apprendimento della conversione fonetica.

Il lavoro di ricerca nella costruzione dello schedario visivo dei colori è il percorso pratico che permetterà di raggiungere e maturare quell’esperienza e quelle conoscenze necessarie per capire come funzionano alcuni meccanismi della nostra memoria. Meccanismi di cui non abbiamo nessun controllo, ma che possono, comunque, essere messi al nostro servizio una volta che comprendiamo come lavorano, e soprattutto come si “muovono” quando cerchiamo o rievochiamo ricordi a livello cosciente. Oltre agli esercizi “non ordinari” per padroneggiare sempre di più la tecnica dei colori e lo schedario visivo dei colori nella quotidianità, in quest’opera troverete in fondo alle ultime pagine delle esercitazioni classiche: numeri, liste di parole, ecc., che vi permetteranno, comunque, di mettervi alla prova in memorizzazioni più impegnative e a tempo.

Il metodo dei colori si trova ancora in una fase di sviluppo, nel senso che nel tempo potrebbe essere possibile elaborare altre applicazioni pratiche, oltre quelle già elaborate, per memorizzare altre informazioni che dovranno essere valutate a livello pratico: il test finale. Una volta memorizzata perfettamente la tecnica dei colori, il passo successivo, “l’addestramento”, è quello di convertire tutto quello che si vede in numeri o viceversa: qualcosa di talmente banale da eseguire che può far passare la voglia di farlo, ma è il modo più semplice per imparare a “fondere” a livello base memorie visive con memorie del linguaggio verbale (numeri) creando una specie di sinestesia artificiale, ossia la fusione di due ricordi che creano un nuovo ricordo a lungo termine più potente di qualsiasi altro ricordo, in grado di trattenere informazioni che vogliamo tenere a mente, per periodi di tempo di gran lunga superiori a quelli che si ottengono con il modo ordinario di ricordare.

 

Il metodo dei colori è un modo più semplice per familiarizzare più velocemente con la propria memoria visiva, un modo per tenerla stimolata con semplice associazioni visive-numeriche. E' un metodo sviluppato per essere già appreso da bambini delle scuole elementari e pensato per chi si trova a livello zero di questi argomenti o quasi. L'autore è disponibile a chiarire ogni dubbio e ovviamente accettare anche suggerimenti da parte del lettore. Potete quindi scrivere all'indirizzo email presente nel paragrafo: Note importanti dell'autore.

 

 

 

 

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