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I limiti nell’utilizzo della memoria visiva


La difficoltà maggiore che si incontra quando si mette in pratica una mnemotecnica da principiante, è riuscire a costruire mentalmente un ricordo utilizzando informazioni che si trovano nella memoria visiva, o anche negli altri quattro sensi. Se dobbiamo raccontare qualcosa di cui siamo stati testimoni durante il giorno, riusciamo facilmente a visualizzare quello che è accaduto e, contemporaneamente, a parole, facilmente siamo in grado di descrivere ciò che abbiamo visto, o meglio, l’evento che abbiamo vissuto con tutti i nostri sensi.

Adesso osserviamo che ore sono e proviamo a descrivere qualcosa che ci è capitato durante la giornata, da quando abbiamo aperto gli occhi da appena svegli, sino a pochi minuti fa.

Ora invece proviamo a costruire un ricordo sfruttando direttamente i ricordi della memoria visiva. Immaginiamo, creiamo mentalmente una giornata diversa dal solito. Siamo in grado di farlo?

Questi sono da considerarsi esercizi elementari di visualizzazione; rendersi conto del limitato controllo della nostra memoria visiva e di come possiamo bloccarci, senza sapere che direzione prendere dentro la nostra memoria, sono cose con cui ci si dovrebbe confrontare obbligatoriamente. Un conto è ricordare qualcosa che abbiamo visto o vissuto direttamente, un’altra storia è creare un ricordo dal nulla, ma utilizzando informazioni che già conosciamo. Potete leggere tutti i libri di tecniche di memoria che volete, frequentare i corsi di formazioni costosissimi di certi “esperti di tecniche di memoria”, ma tutto quello che imparerete sarà completamente inutile, se manca la consapevolezza che controllare volontariamente la propria memoria visiva è qualcosa che si è smesso di fare in modo graduale dalle scuole medie sino ad oggi. Lo scopo del metodo dei colori nasce per rendere un po’ più semplice familiarizzare con la memoria visiva, è un percorso mentale per imparare, e apprendere nel tempo, un modo di pensare alternativo per ricordare che, a differenza del modo ordinario, offre più "strade" da percorrere in caso di amnesie e smemoratezze. Chi possiede già una buona base delle tecniche di memoria, ma ha appena conosciuto questo metodo, suggerisco di "vederlo" per quello che è, ossia, un percorso di apprendimento molto più pianeggiante rispetto a quello classico (è sufficiente confrontare la conversione fonetica con la tecnica dei colori). Per chi invece trova poco interessante questo metodo, o ne è rimasto deluso perché l’ha trovato inutile per il suo lavoro, o del tutto inutile per migliorare le sue performance mnemoniche o di studio, beh, posso dire che mi spiace molto. Quando ho sviluppato questo metodo stavo pensando a come insegnare la mnemonica di base già ad un bambino di prima elementare, invece di pensare a come migliorare la memoria a chi già crede di conoscere tutto sull'argomento. 

 

 

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