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Il percorso classico delle tecniche di memoria


Sia prima che dopo essermi interessato seriamente a questi argomenti, mi è capitato di leggere e di visionare alcuni libri sulle tecniche di memoria, anche in lingua inglese. Oggi, rispetto a soli cinque anni fa, il numero dei “formatori” di tecniche di memoria e di libri disponibili, sia in formato cartaceo che digitale, è aumentato di un bel po. Anche su YouTube è possibile trovare tanti video che parlano di tecniche di memoria e come metterle in pratica, video pubblicati soprattutto da persone che, credendo di aver capito come funzionano queste tecniche, intravedono un’ottima opportunità di business nell’insegnarle e “pacchettizzarle” inserendole in metodi di studio miracolosi. Comunque ora ha poca importanza, di seguito una lista delle tecniche che sono presenti in tutti i corsi di memoria, ossia l'ABC delle tecniche di memoria:

 

- La tecnica PAV

- La tecnica dei loci

- La conversione fonetica

- Lo schedario visivo fonetico

- Il palazzo della memoria

 

Tranne che per la tecnica PAV che non è altro che un metodo per associare informazioni visive seguendo la regola: paradosso, associazione vivida; tutte le tecniche di memoria altre si basano esclusivamente su punti di partenza (e sottopunti nelle mnemotecniche più elaborate). Sono tutte ottime mnemotecniche che, se imparate come si deve e successivamente applicate sino a che non si automatizzano certi meccanismi mentali, possono tornare molto utili per tenere a mente centinaia o addirittura migliaia di informazioni. Questo ovviamente non significa che vi permetteranno di imparare per filo e per segno interi paragrafi di libri, o addirittura interi libri più velocemente. Tranne che per la tecnica PAV, che è più un ingrediente quasi indispensabile per tutte le altre mnemotecniche (la prima strategia di memoria da automatizzare), tutte le altre tecniche di memoria possono essere apprese singolarmente. Suggerisco di fermarsi almeno un paio di settimane su ogni mnemotecnica che volete approfondire a livello pratico, riflettendoci qualche minuto tutti i giorni, dato che una o due letture (ma anche tre) non sono assolutamente sufficienti. Non ha importanza quanto tempo gli dedichiate al giorno e dove, l’importante è “ripercorrere” la vostra tecnica di tanto in tanto, impiegando briciole del vostro tempo quotidiano. Occorre ricordare che il processo di apprendimento si attiva anche nel sonno: se pensiamo a qualcosa tutti i giorni, lo portiamo con noi prima di addormentarci; per questo motivo suggerisco di dedicargli un minimo di tempo quotidianamente per un tot di giorni, dato che è l’unico modo per consolidare meglio ciò che volete imparare ed è l’unico modo per impedire di dimenticare subito qualcosa per poi sparire definitivamente dopo qualche tempo che abbiamo smesso di pensarci. La memoria funziona proprio cosi, e spesso la maggior parte delle persone, ignorando proprio questa “verità biologica”, si dichiarano erroneamente “smemorati” o con poca memoria per certe cose.

 

Paragrafo successivo: La tecnica PAV
 

 

  

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