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La conversione fonetica


La conversione fonetica è una mnemotecnica inventata nel sedicesimo secolo da uno scienziato francese: esistono diverse fonti sulla paternità della versione attuale, ma è irrilevante in questo “corso” di tecniche di memoria. Lo scopo di questa tecnica era ricordare a memoria un certo numero di cifre del Pi greco e nei secoli è stata rielaborata da altri accademici, fino ad arrivare all'ultima versione (quella attuale), verso la fine del 1800. La conversione fonetica figura tra le principali mnemotecniche che sono insegnate tutt'oggi dai formatori italiani e stranieri nei loro corsi; esistono ovviamente delle varianti (in base ai suoni della lingua parlata). La tecnica consiste nell'associare dei suoni fonetici a numeri (solitamente suoni di consonanti), in modo che possano essere create delle combinazioni di parole e successivamente delle immagini, informazioni molto più facili da ricordare. Come nella tecnica dei colori, la conversione fonetica è una specie di intermediario tra la memoria del linguaggio (numeri e parole) e la memoria visiva. A differenza della tecnica dei colori, che si basa esclusivamente su semplici associazioni visive di oggetti contenenti uno o più colori della tecnica, la conversione fonetica richiede l'applicazione di un ragionamento molto più macchinoso all'inizio, che rende l'apprendimento di questa tecnica solitamente scoraggiante e difficile poi da mettere in pratica. È una mnemotecnica che aumenta le difficoltà con l'aumentare delle cifre da memorizzare, richiedendo un dispendio di energie mentali e di tempo nel caso di memorizzazioni superiori a 20-30 cifre.

 

 

Tabella di conversione fonetica

 

 

Di seguito un esempio di come sia possibile memorizzare attraverso questa mnemotecnica i primi 32 decimali del Pi greco dopo la virgola:

3,14159265358979323846264338327950

Una TROTA ALPINA voleva volare fino in CIELO, ma prima di partire si mise la MAGLIA, perché aveva paura del freddo: una vera FOBIA. Arrivata in quota incontrò un’OCA, dalla cui coda mancavano delle PIUME. Gliele aveva strappate uno GNOMO VORACE, che quando non mangia oche si sazia divorando NOCI, noci che coglie dai RAMI coperti di MUFFA, sporcandosi la MANICA vicino al POLSO. Il potenziale della conversione fonetica aumenta esponenzialmente quando si costruisce uno schedario visivo fonetico di 100 caselle. Un qualcosa di molto simile allo schedario visivo dei colori che permette di incrementare notevolmente la capacità di memorizzare molti più numeri in molto meno tempo. In questo modo, utilizzando delle "immagini preconfezionate", associate a numeri, è possibile semplificare e velocizzare di parecchio la memorizzazione. I mental atleti arrivano a costruirsi degli schedari visivi di mille caselle, in questo modo possono raggruppare le cifre da memorizzare a tre alla volta e ridurre ancora di molto il tempo di memorizzazione.
Nella precedente edizione di questo corso, è stata distribuita una versione multimediale dello schedario visivo fonetico, dalla casella 1 alla casella 100 per facilitare l'apprendimento; è disponibile oggi gratuitamente ad uno dei link che troverete nelle ultime pagine di quest'opera. Di seguito trovate la versione classica su "foglio" dello schedario fonetico visivo 1-100.
Adesso proviamo a memorizzare in un altro modo una parte del precedente numero, utilizzando lo schedario visivo fonetico appena proposto.
14 (Torre) 15 (Tela) 92 (Pane) 65 (Cella) 35 (Molle)
Immaginiamo di vedere qualcuno (magari un attore di un film, un nostro amico, amica, o noi stessi), salire su una TORRE (14 suono fonetico T + R), in cima a questa TORRE troviamo una grande TELA (15, suono fonetico T+L), su cui Mister X che abbiamo scelto disegna un pezzo di PANE (9, suono fonetico P+N) mezzo bruciato e mezzo cotto. A questo punto miracolosamente il PANE si materializza saltando fuori dalla TELA e finendo direttamente nella mano del nostro personaggio, con un biglietto; "Porta questo pane alla CELLA (65, suono fonetico Ci+L) del carcerato Dottor Jekyll. A questo punto corre per arrivare alla CELLA e notiamo che le sbarre si sono trasformate in MOLLE (35, suono M+L) che producono un fastidioso rumore metallico quando si muovono. La prima volta che cercai di imparare questa mnemotecnica provai un certo senso di frustrazione: ero parecchio impacciato nel metterla in pratica e scoraggiato dal fatto che anche se l'avessi imparata bene, a livello pratico essa si limitava alla memorizzazione di qualche decina di numeri. Successivamente però, grazie allo schedario visivo fonetico, questo "preconcetto" è caduto e mi ha dato la possibilità di effettuare il primo salto di livello (in modo esponenziale), rispetto alla tecnica di base della conversione fonetica. Lo schedario visivo dei colori, lo schedario visivo fonetico e altri tipi di schedari visivi, possono essere utilizzati per memorizzare altre informazioni che non siano necessariamente numeri. È una delle proprietà principali di questo tipo di mnemotecnica, che si diversifica dalla tecnica dei loci per il tipo di ricordo a lungo termine creato e consolidato per la memorizzazione. La tecnica dei loci e la tecnica dello schedario visivo (che verrà descritta nel prossimo paragrafo) possono essere "fuse" insieme diventando un'unica mnemotecnica molto più potente e veloce da mettere in pratica durante una memorizzazione. 
(Tabella ed esempio: fonte wikipedia)

 

 

Paragrafo successivo:

Lo schedario visivo fonetico (lunedì 20 marzo 2021)
 



 

 

  

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