tecniche-di-memoria-livello-zero-edizione-2020

 

 

 

Ascolta l'audio di questa pagina - 8'56"'

 


Download

 

 

 

La tecnica del palazzo della memoria (parte prima)

 

I limiti del palazzo della memoria sono gli stessi identici limiti che hanno tutte le altre tecniche di memoria precostruite come ad esempio: la tecnica dei loci o gli schedari visivi. Io personalmente preferisco la tecnica dei loci utilizzando spazi aperti che già conosco bene (non necessariamente reali), muovendomi tra un luogo e un altro proprio come fossero realmente delle fermate di autobus con due capolinea. Ho conosciuto però mnemonisti e veri appassionati di tecniche di memoria che preferivano tecniche come quella del palazzo della memoria, dove nei loro luoghi o stanze che creavano, riempivano l'ambiente immaginario di tantissimi punti di partenza seguendo un certo criterio di movimento.
Per movimento in una mnemotecnica, intendo quando spostiamo la nostra attenzione da un ricordo visivo ad un altro. 
E' irrilevante il tipo di tecnica di memoria che si sceglie, com'è irrilevante avere una mnemotecnica precostruita preferita: "funzionano tutte su questo principio: punti di partenza e punti di partenza con sotto punti di partenza per le tecniche di memoria più elaborate". 

Ricordate che una tecnica di memoria può essere appresa e messa in pratica dopo poco tempo ma una tecnica di memoria giovane è sempre un ricordo prossimo a finire nel dimenticatoio della memoria e successivamente nell'oblio, se dimenticato di ripassarlo sino al suo completo consolidamento. Quando una mnemotecnica è consolidata bene, essa sopravvive per anni come possono sopravvivere per anni ricordi di luoghi che avete percorso o visitato molte volte. 

Di seguito come sviluppare la tecnica in 10 step. Se siete persone frettolose sappiate che questo percorso ha bisogno di un tempo mediamente lungo, un conto comprendere la teoria un altra cosa è mettere mano nella propria memoria per costruire o fabbricare dei ricordi a lungo termine utilizzando: volontà, attenzione e concentrazione.

 

 


1.Individua il palazzo che sei in grado di visualizzare senza difficoltà

  

 

Scegliamo un palazzo che conosciamo bene, o che vediamo molto di frequente (questo è senz’altro l’approccio migliore per chi si trova alle prime armi con questa tecnica). Una volta individuato il nostro palazzo, occorre classificare e organizzare il "palazzo della memoria" proprio come se dovessimo descriverlo a parole. Contiamo i piani e se possiamo cerchiamo di capire quante abitazioni ha al suo interno. Più dettagli conosceremo di questo palazzo, più la nostra struttura mnemonica si potenzierà, rendendola sempre più disponibile al nostro richiamo cosciente di una determinata informazione. È consigliabile usare ricordi reali per costruire la tecnica del palazzo della memoria; chi è dotato di una spiccata creatività può decidere di costruirne uno personalizzato. Quello che conta è riuscire a percorrerlo nella nostra mente come se fossimo nella realtà, cercando di seguire un percorso progressivo, soprattutto quando si è in fase di apprendimento e costruzione della tecnica. Così come bisogna percorrere più volte nella realtà una strada per ricordarla sempre meglio, allo stesso modo dobbiamo ripercorrerla mentalmente per potenziare la tecnica e la disponibilità immediata dei luoghi che richiamiamo. Con il tempo si acquisirà una super velocità nello spostarsi mentalmente e sarà possibile muoversi nella struttura a 360 gradi e a velocità supersoniche. All’inizio può tornare utile usare la vecchia carta stampata per annotare e creare una mappa mentale di supporto, o utilizzare un foglio di testo word, o anche un foglio bianco di un semplice programma di foto ritocco come Paint, per descrivere nel dettaglio il contenuto e la presenza di oggetti, o di altri particolari (senza diventarne dipendenti). In alternativa possiamo utilizzare anche la struttura di un centro commerciale. Più luoghi avrà la struttura, più informazioni potremo memorizzare.

 

 

2. Fissa il punto di partenza

 

Scegli un punto di partenza che sia contrassegnato con il numero uno; numerare i luoghi mentalmente è un ottimo supporto per spostarsi velocemente nella struttura mnemonica e capire dove siamo in ogni istante. È un potenziamento della mnemotecnica che potrebbe richiedere più tempo rispetto a non numerare ogni stanza, ma il vantaggio è potersi spostare tra i luoghi di questa mnemotecnica con molta più rapidità e soprattutto con molta più precisione. Con questa tecnica entra in gioco la memoria visivo-spaziale, come per la tecnica dei loci, e di conseguenza entra in gioco l’orientamento, anche se ci troviamo in un mondo immaginario. L’ingresso del palazzo potrebbe essere il punto di partenza, il luogo o punto di partenza numero uno, ma si potrebbe iniziare benissimo dal tetto, a scendere. Il luogo finale è qualcosa che non è possibile definire, perché potremmo utilizzare un palazzo di cinque piani con tre appartamenti ciascuno (15 luoghi o stanze), oppure un palazzo di dieci piani con due scale e venticinque appartamenti per ogni scala (50 loci). Ognuno decide da sé in base a come si trova e come si muove meglio nella sua memoria.

 


3. Per ogni luogo identifica un particolare univoco

 


...o crealo, anche se non esiste nella realtà. I luoghi scelti sono i punti in cui depositeremo le informazioni utilizzando il meccanismo creativo e associativo. Più il luogo conterrà dettagli e particolari, più diventerà semplice memorizzare. Ad esempio, se nasce confusione nel distinguere un luogo da un altro, potrebbe tornare molto utile inserire un elemento aggiuntivo della nostra realtà abitudinaria, come ad esempio il nostro mouse che utilizziamo sempre o un qualsiasi altro oggetto che conosciamo bene. Se nel nostro palazzo della memoria al secondo piano nel luogo 5 (luogo cinque), abbiamo notato che c’è un’alta probabilità di confonderlo con un altro luogo (cosa riscontrabile nella costruzione della tecnica), inseriremo questo elemento aggiuntivo, con cui siamo a contatto tutti i giorni. È un elemento rafforzativo per evitare confusione. Questa strategia è solo un aiuto quando ci si trova nella prima fase della tecnica, ossia quella della costruzione della struttura mnemonica a livello mentale. Quando si raggiunge poi una certa padronanza con l’esperienza, tutto diventerà molto più semplice e spontaneo. La personalizzazione della tecnica, come per tutte le altre tecniche, è soggettiva e ispirata alla nostra personale creatività

 

 


4. Ripercorri più volte il tuo palazzo della memoria


Lo scopo di una tecnica di memoria è trattenere le informazioni più a lungo possibile; per questo la piena efficienza e disponibilità della struttura deve essere qualcosa di abitudinario, che fa parte della nostra giornata. Se ad esempio il vostro palazzo della memoria è di dieci piani e cinquanta loci, ripercorreteli ogni volta che ne avete l’occasione. Inizialmente potreste metterci parecchi minuti, ma dopo poche ripetizioni mentali arriverete a ridurre i tempi del vostro percorso sino a raggiungere una velocità incredibile, tutto in modo naturale. Mentalmente è possibile percorrere cinquanta loci in meno di trenta secondi (ma anche in molto meno). Più rivediamo e percorriamo la struttura che abbiamo costruito, più la potenzieremo rendendola a livello inconscio come se fosse un percorso della nostra realtà. Non è necessario ripeterla tutta in una volta durante il suo consolidamento, potete percorrere mentalmente la vostra tecnica del palazzo della memoria anche a pezzi, ad esempio se fosse un palazzo con venti appartamenti (5 per piano), potete ripercorrere mentalmente un piano alla volta anche a distanza di una o più ore di tempo della stessa giornata. Anche questo metodo di ripasso per il consolidamento della tecnica vi farà comprendere cose della vostra memoria che ora ignorate.

 

 

5. Memorizzare nuove informazioni

Una volta diventati consapevoli che la nostra struttura mnemonica è consolidata e siamo capaci di muoverci dentro di essa in modo sicuro e immediato, possiamo iniziare ad associare le informazioni che desideriamo memorizzare. Ogni luogo può ospitare un certo numero di informazioni; per chi è agli inizi, è consigliabile partire da una singola informazione, o al massimo due. Ad esempio, immaginiamo di dover memorizzare una lista della spesa e la prima parola è MELE. Inizieremo a visualizzare il primo luogo, l’entrata del palazzo; creeremo quindi una scena che possa contenere la parola MELE come elemento principale; poi potremmo immaginare di trovare un cestino di mele davanti all’entrata del nostro palazzo, legato sul montante centrale del portone, che penzola come un pendolo. Se la seconda parola della lista è CARCIOFI, possiamo immaginare nel luogo (o loco) vicino alla porta una pianta, con dei carciofi carnivori che tentano di mangiarci quando ci avviciniamo. E così via con tutte le altre parole che dobbiamo memorizzare. Questo è un esercizio base per chi si trova nella prima fase della tecnica. Memorizzare più parole in un luogo unico, sfruttando magari pareti o altri particolari, può comportare un eccessivo utilizzo di risorse mentali con il conseguente affaticamento e rallentamento della memorizzazione. Si consiglia a chi è all’inizio di limitarsi alla memorizzazione di una o due informazioni semplici alla volta.

 

 

La tecnica del palazzo della memoria (seconda parte)

 

 

 

 Commenta sul forum ufficiale