Memorizzare informazioni con gli schedari visivi

 

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Gli schedari visivi sono uno, o più ricordi a lungo termine precostruiti in modo volontario e cosciente, ricordi che si consolidano nel tempo: giorni, mesi, anni.
Imparare a memorizzare informazioni con la memoria visiva, è come imparare a scrivere le immagini nella propria memoria, un qualcosa che da bambini sapevamo fare con naturalezza, mentre da adulti (si intende dopo i 18 anni o dopo le scuole superiori), quest'abilità innata si è, con l'istruzione obbligatoria arrugginita, per la troppa specializzazione dell'emisfero sinistro che "tira i fili" del pensiero logico-razionale e del linguaggio.

Grazie alle mnemotecniche possiamo fare in modo di sfruttare quest'antica abilità che possediamo, e nel contempo, fare in modo di creare un rapporto di collaborazione tra i due emisferi in un percorso obbligato, quello dell'applicazione di una tecnica di memoria: la parte destra fornisce le immagini e la parte sinistra i numeri e le parole.
Nell'immagine successiva vediamo un immagine della mappa delle regioni dell'Italia, è nuda di riferimenti linguistici: numeri, parole e altri particolari che ci permetterebbero di capire subito che cosa stiamo guardando, senza nemmeno pensarci. E' molto probabile che tanti riusciranno a identificare velocemente il nome di molte regioni anche senza nessuna indicazione scritta, ma un conto è osservare una mappa geografica che presenta solamente linee di confine, un altro conto è osservare una mappa geografica che contiene riferimenti linguistici come: numeri e parole.

 

 

un altra cosa è osservarla così:

 

 

La prima mappa è  solo pura visualizzazione, la seconda mappa è invece un "matrimonio" di ricordi tra immagini e il linguaggio. Un qualcosa di molto più potente da ricordare.

 

 

Gli schedari visivi

Hanno la stessa "logica" di costruzione della tecnica dei loci e del palazzo della memoria (che poi sono la stessa identica cosa), ossia si basano su punti di partenza disposti in modo ordinato e sequenziale. Un po' come le fermate di un autobus, o un metrò che fa sempre la stessa linea, ne ha un certo
numero e sono sempre le stesse.

 

 

Chi per lavoro, o per andare a scuola, quasi tutti i giorni deve prendere la metrò a Comasina per arrivare a San Donato, imparerà le fermate nel tempo senza studiarle. Apparirà sicuramente ovvio a molti il fatto che sia naturale che dopo un numero indefinito di volte che si percorre avanti e indietro questo tragitto, il cervello assocerà nel tempo, in modo spontaneo, tutte le fermate: una all'altra,  prendendo come riferimento qualcosa su cui abbiamo puntato l'attenzione mentre, ad esempio,  la metrò si fermava per far salire e scendere i passeggeri.
Quante volte occorreranno e soprattutto quanto tempo servirà per imparare tutte le fermate a memoria? E' un incognita a cui nessuno potrà rispondere, nemmeno "approssimativamente".

Con lo schedario visivo, la tecnica dei loci, il palazzo della memoria, succede praticamente la stessa  identica cosa, più volte visualizzeremo il percorso: caselle visive o luoghi;  prima il ricordo a lungo termine che stiamo creando diventerà potente e duraturo. Proprio come quel lavoratore che ha imparato a memoria tutte le fermate della linea gialla involontariamente. Ovviamente per la tecnica di memoria, la memorizzazione richiederà moltissimo tempo in meno.

Quando diventiamo abili ne muoverci nel nostro percorso visivo mentale con scioltezza,  dall'inizio alla fine della tecnica, avanti e indietro con la stessa velocità, quando il richiamo della mnemotecnica procede autonomamente, ossia che ci muoviamo nella tecnica in modo istantaneo e con facilità, in questo caso è possibile affermare che la mnemotecnica è saldamente consolidata.


E' necessario tenere sempre bene a mente che la tecnica di memoria è solamente un costrutto mentale, un ricordo creato "artificialmente", tendenzialmente statico nella sua base, come se fosse un cortometraggio che ha un inizio e una fine sempre quella, immutabile nei suoi punti fissi di riferimento. Quando memorizziamo delle informazioni nella tecnica, stiamo cambiando la struttura originale di quel ricordo, o ne stiamo creando una simile associando altre informazioni visive.

Se la prima casella visiva del nostro schedario è, ad esempio, l'immagine di una mela che rappresenta la casella uno dello schedario dei colori, oppure l'immagine di una tazzina di tè che è la casella numero uno dello schedario visivo  fonetico; ogni volta che proveremo a fare un'associazione visiva, ad esempio, una spada che taglia in due la mela, o che rompe la tazzina di te, avverrà un cambiamento nella struttura originale del ricordo (la mnemotecnica). Per questo motivo le possibilità di ricordare si alzano esponenzialmente, in quanto l'esperienza visiva interiore che abbiamo creato a livello cosciente,  è considerata dal cervello come una nuova esperienza visiva simile ad una che già si possiede, e che diventerà parte delle esperienze visive vissute nella giornata, anche se in questo caso si tratta di esperienze visive interiori.


Proviamo ad associare questa semplice lista di nove parole:

 

- accendino

- giraffa

- trapano

- scarpe

- occhiali

 

- telefono

- galleria

- bolle

- quaderno

 

 

Lo schedario visivo che prendiamo per creare l'esempio è quello dei colori 1-10 ma è possibile utilizzare anche lo schedario visivo fonetico 1-10, o le prime dieci lettere di uno schedario visivo alfabetico. E' indifferente, l'importante è che abbia dieci punti di partenza e che siano disposti in modo sequenziale proprio come le fermate di un autobus, o di una metrò.

Lo schedario dei colori di dieci caselle:

 

Associamo ora la prima parola della lista: "accendino". La casella visiva uno dello schedario dei colori, ossia: Mela. Iniziamo quindi a visualizzare una bella mela rossa e succosa e un accendino, cercando di dare vita ad una scena, la prima cosa che viene in mente va bene. Ad esempio, possiamo visualizzare una mela che spaccandola in due all'interno troviamo un accendino. Oppure possiamo visualizzare la mela rossa che cadendo dal cielo va proprio a tappare il buco di un grande accendino. Possiamo anche immaginare di prendere noi l'accendino e di scaldare la mela con la fiamma, sino a sentire la puzza di buccia di mela bruciata. 

Ora passiamo alla seconda parola da memorizzare: giraffa. Anche qui è molto semplice, visualizziamo la seconda casella visiva dello schedario dei colori: arancio e associamola visivamente all'immagine della giraffa. Possiamo anche qui trovare associazioni molto elementari come ad esempio immaginare una giraffa in uno zoo dove dei bambini molto dispettosi gli stanno lanciando delle arance ma lei contenta però se le mangia prendendole al volo.
Per la memorizzazione della terza parola della lista: trapano. utilizziamo la terza casella visiva dello schedario dei colori: Banane. Come per le due memorizzazioni precedenti, visualizziamo un TRAPANO (magari proprio noi con un trapano in mano) mentre stiamo facendo tanti buchi in questa BANANA che si rivela essere poi un pezzo di legno verniciato (elemento rafforzativo che può essere aggiunto o meno).
Si prosegue continuando la memorizzazione delle parole nelle caselle visive rimanenti, dalla quarta parola della lista sino all'ultima parola della lista.

1 - mela-accendino

2 - arancia-giraffa

3 - banana-trapano

 

4 - prato-scarpe

5 - jeans-occhiali

 

6 - viola-telefono

7 - violino-galleria

8 - strada-bolle

9 - ragno nero-quaderno

 

Memorizzare la lista con lo schedario visivo fonetico

Il metodo di memorizzazione è lo stesso, si inizia la memorizzazione dalla casella uno e si associa ogni singola parola da memorizzare, ad ogni casella dello schedario partendo da uno.

Quindi visualizziamo la casella numero uno dello schedario visivo fonetico: 1-TE' e l'associamo visivamente con la prima parola della lista: accendino. Anche qui è possibile trovare facilmente un'associazione elementare, come ad esempio, visualizzare di scaldare la tazzina da sotto del nostro tè con un grande accendino. Oppure immaginare che qualcuno, o noi stessi, stiamo sorseggiando tranquillamente un te e qualcosa va a finire nella nostra tazza e che cos'è: proprio un accendino, chi l'avrà lanciato nella nostra tazza? 

Proseguite autonomamente nel trovare le associazioni visive giuste come già mostrato in tutti gli esempi precedenti. Evitate assolutamente di soffermarvi troppo su ogni singola memorizzazione, più riflettete su che tipo di associazione visiva è meglio utilizzare, più si sprecheranno energie mentali inutilmente e aumenterà la possibilità di dimenticare quell'informazione che eravamo convinti di aver ben memorizzato.

 

 

1- TE'- accendino

2- NOE'- giraffa

3- AMO - trapano

4- RE'- scarpe

5- ALI - occhiali

6 - CIAO - telefono

7 - AGO - galleria

8 - UFO - bolle

9 - BOA - quaderno

 

Una volta memorizzate tutte le parole nel nostro schedario visivo preferito, per ricordarle nello stesso ordine sarà sufficiente ripensare ad ogni singola casella visiva utilizzata nella nostra memorizzazione, e li, troveremo anche ogni singola parola della lista che abbiamo memorizzato in precedenza.

E' inutile preoccuparsi, o disperarsi nel caso di un pessimo risultato, come è irrilevante se le avete ricordate tutte senza errore. Queste sono solamente delle memorizzazioni elementari di base che servono esclusivamente per comprendere il perché a volte le associazioni riescono bene, altre invece no.

A questi livelli la bravura o la predisposizione sono praticamente irrilevanti, si può iniziare a considerarsi dei veri apprendisti mnemonisti nel momento che si è in grado di memorizzare una cinquantina di singole informazioni  in almeno una decina di minuti, come ad esempio: un numero di cinquanta cifre, una lista di 50 parole casuali, un mazzo di carte.

 

Paragrafo successivo: 

Lo schedario alfabetico 

 

 

 

 

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