La tecnica associativa e l'acronimo PAV 

 

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Sono passati già un bel po di anni da quando scrissi quest'articolo sulla tecnica associativa e sulla "tecnica PAV" e rispetto al 2010 (quindi a circa cinque anni di distanza dall'articolo che leggerete successivamente), ho compreso che la tecnica PAV, è un po troppo sopravvalutata da molti formatori e a volte è più uno svantaggio che un vantaggio utilizzarla.

Ma cosa significa l'acronimo PAV? Significa semplicemente: PARADOSSO, AZIONE, VIVIDO.
La tecnica PAV può essere descritta attraverso questo video:

 

 

Questa pubblicità di una casa automoblitstica risale a moltissimi anni fa e senza ombra di dubbio, l'impatto visivo è molto suggestivo. Ci si può anche chiedere: "ma che centra l'associazione dentifricio e automobile. Beh, assolutamente niente!
Quello che conta però, è che volenti o nolenti, rimarrà impressa nella memoria per molto più tempo, rispetto all'osservare la pubblicità di un automobile che percorre un qualsiasi tratto di strada con una musica di sottofondo che accompagna lo spot. 

Usare la tecnica PAV in una pubblicità e usare la tecnica PAV in una memorizzazione di, ad esempio, una ventina di parole, o un paio di paio di numeri di telefono non è proprio la stessa cosa. Nella pubblicità viene utilizzata passivamente e quindi l'osservatore si limita solamente a osservare "assurdità visiva", mentre invece quando si utilizza la PAV per memorizzare ad esempio una lista di una trentina di parole chiave prese da un libro, si devono impiegare un certo quantitativo di energie mentali per creare delle associazioni visive paradossarli, assurde e che si muovono e riuscire a mantenere un certo ritmo di "assurdità" visiva che se non si è abituati, si hanno molte probabilità che tutto il costrutto mentale che abbiamo elaborato mentalmente crolli come un castello di sabbia. Questo è ovviamente la normalità per chi si trova all'inizio di un percorso di apprendimento finalizzato ad incrementare le proprie abilità cognitive per quanto riguarda il memorizzare.  

Come per il resto delle cose che siamo abituati a fare e il tempo che impieghiamo nel farle, utilizzare la tecnica PAV senza conoscere i propri limiti di "visualizzazione creativa", può farci incontrare la spiacevole verità di quanto si sia limitati nel fare un qualcosa di apparentemente semplice e innato ma che ormai non fa più parte delle nostre routine quotidiane da quando eravamo praticamente dei bambini che ancora non sapevano ne leggere ne scrivere e pensavano per immagini invece che per concetti e parole.

 

 

          

 

 

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